Ci piacciono le buone maniere come ci piace una bella giornata di sole, il suono delle campane in festa, un bel prato fiorito, un volto sorridente, il gelato al cioccolato e così via.
Non ci interessano le false buone maniere che cercano in modo artificioso ed opportunistico di sedurre e manipolare gli altri, ma optiamo per un modo genuino e cordiale di proporci e relazionarci.
Una parola gentile, un saluto cordiale, una parola d’incoraggiamento, un’ offerta di aiuto, attendere il proprio turno, ringraziare ecc… non sono una forma di sottomissione ma un’ assunzione di responsabilità, un modo per manifestare il proprio rispetto per gli altri e la vita.
Il parlamentare inglese Edmund Burke nel 1796 scriveva: “Le buone maniere sono più importanti delle leggi. Su di loro, in gran parte, si basano le leggi. Noi veniamo a contatto con la legge qua e là, di tanto in tanto. Sono le cattive maniere o le buone maniere che ci irritano o ci calmano, ci corrompono o ci purificano, ci esaltano o ci avviliscono, ci imbarazzano o ci raffinano, con un’azione costante, regolare, uniforme, impercettibile come l’aria che respiriamo. Danno forme e colore alle nostre vite. E a seconda della loro natura, sostengono la moralità, la procurano, o la distruggono completamente”.
sabato 3 marzo 2012
sabato 14 gennaio 2012
L'OTTIMISMO
L’ottimismo abbassa il pericolo di soffrire di un ictus, contribuisce a prevenire le malattie cardiache e allunga la vita. Questa è la conclusione a cui è arrivato uno studio dell’ Università del Michigan (USA) pubblicato da una rivista scientifica “Stroke: Journal of the American Heart Association”.
Alle stesse conclusioni è arrivata una ricerca della Columbia University di New York (Usa) pubblicato dalla rivista scientifica “European Hearth Journal”. Ci sono diverse possibili spiegazioni per questo fenomeno: per prima cosa chi ha un atteggiamento positivo ha periodi più lunghi di relax. Inoltre gli ottimisti recuperano prima dalle forti condizioni di stress e sono meno inclini a riviverle.
Le donne ottimiste vivono più a lungo di quelle pessimiste. Vedere il bicchiere mezzo pieno, infatti, apporterebbe dei benefici per la salute. Lo hanno scoperto i ricercatori dell'università di Pittsburgh (Usa), che hanno pubblicato il loro studio sulla rivista scientifica “Circulation”.
Un’altra ricerca ha studiato il rapporto tra pessimismo e cancro al seno arrivando alla conclusione che una visione positiva della vita potrebbe aiutare le donne a ridurre del 25% il rischio di ammalarsi di cancro al seno. A sostenerlo, un gruppo di ricercatori dell'Università di Negev in uno studio pubblicato sulla rivista "Bmc Cancer".
Chi è già ottimista ha dunque un motivo in più per esserlo a chi non lo è proponiamo la seguente simpatica ricetta che abbiamo trovato sul web (Nothing is Impossible blog)
RICETTA DELLA VITA
Accettatevi così come siete.
Eliminate la scorza di egoismo.
Scartate i semi dei cattivi pensieri che si annidano in voi.
Togliete tutti i pregiudizi e le preoccupazioni
Aggiungete poi la convinzione profonda che la vita vale la pena di essere vissuta
Mescolate bene facendo attenzione che non si formino i grumi della stanchezza e della noia
Condite con un pizzico di umorismo e di ottimismo
Zuccherate con abbondante amore
Poi aggiungete un proposito:
quello di fare del vostro meglio ad ogni ora del giorno, qualunque cosa accada
Lasciate cuocere a fuoco lento per almeno 100 anni
Mettete per contorno sorrisi e parole amabili
Servite con dolcezza e coraggio
Vedrete che effetto!
Ottimo da gustare con gli amici
e da degustare accompagnato da un bicchiere mezzo pieno ♥
By Gruppo Explorer
Alle stesse conclusioni è arrivata una ricerca della Columbia University di New York (Usa) pubblicato dalla rivista scientifica “European Hearth Journal”. Ci sono diverse possibili spiegazioni per questo fenomeno: per prima cosa chi ha un atteggiamento positivo ha periodi più lunghi di relax. Inoltre gli ottimisti recuperano prima dalle forti condizioni di stress e sono meno inclini a riviverle.
Le donne ottimiste vivono più a lungo di quelle pessimiste. Vedere il bicchiere mezzo pieno, infatti, apporterebbe dei benefici per la salute. Lo hanno scoperto i ricercatori dell'università di Pittsburgh (Usa), che hanno pubblicato il loro studio sulla rivista scientifica “Circulation”.
Un’altra ricerca ha studiato il rapporto tra pessimismo e cancro al seno arrivando alla conclusione che una visione positiva della vita potrebbe aiutare le donne a ridurre del 25% il rischio di ammalarsi di cancro al seno. A sostenerlo, un gruppo di ricercatori dell'Università di Negev in uno studio pubblicato sulla rivista "Bmc Cancer".
Chi è già ottimista ha dunque un motivo in più per esserlo a chi non lo è proponiamo la seguente simpatica ricetta che abbiamo trovato sul web (Nothing is Impossible blog)
RICETTA DELLA VITA
Accettatevi così come siete.
Eliminate la scorza di egoismo.
Scartate i semi dei cattivi pensieri che si annidano in voi.
Togliete tutti i pregiudizi e le preoccupazioni
Aggiungete poi la convinzione profonda che la vita vale la pena di essere vissuta
Mescolate bene facendo attenzione che non si formino i grumi della stanchezza e della noia
Condite con un pizzico di umorismo e di ottimismo
Zuccherate con abbondante amore
Poi aggiungete un proposito:
quello di fare del vostro meglio ad ogni ora del giorno, qualunque cosa accada
Lasciate cuocere a fuoco lento per almeno 100 anni
Mettete per contorno sorrisi e parole amabili
Servite con dolcezza e coraggio
Vedrete che effetto!
Ottimo da gustare con gli amici
e da degustare accompagnato da un bicchiere mezzo pieno ♥
By Gruppo Explorer
sabato 17 dicembre 2011
sabato 26 novembre 2011
sabato 5 novembre 2011
sabato 24 settembre 2011
sabato 20 agosto 2011
Lacrime di rabbia
lacrime di rabbia, scendono lungo il viso..
il viso rimane come impietrito, impassibile..
come se non stesse accadendo nulla,
le lacrime proseguono la loro devastante corsa..
le lasci scorrere, non le asciughi nemmeno..
perché sai che c' è ne saranno delle altre che non si fermeranno,
nonostante tu sia stanca di farti del male,
lasciandole cadere fino a che si asciughino da sole diventando parte..
di questo viso di pietra..
Il rancore continuo, la rabbia e l’ostilità verso il prossimo possono rendere più esposti alle malattie fisiche.
La scoperta si deve a uno studio condotto da alcuni ricercatori della Concordia University di Montreal, in Canada. “Il rancore può provocare sentimenti globali di rabbia e ostilità che, se abbastanza forti, possono incidere sulla salute fisica di una persona”, ha spiegato Carsten Wrosch, professore presso il Dipartimento di Psicologia e membro del Centre for Research in Human Development.Il rancore nutrito per lungo tempo può influenzare il metabolismo, la risposta immunitaria e la funzione di diversi organi.
7 modi per evitare di arrabbiarsi
1) Non giustificatevi dicendo che “è colpa del mio caratteraccio”, come se fosse qualcosa che non si può governare. Succede a tutti di provare il sentimento dell’ira e quasi sempre è possibile dominarsi.
2) Provate a riflettere sui fattori che di solito vi portano a “scattare”. Sono davvero così giustificati? Provate piuttosto a gestire le provocazioni, a comunicare meglio le vostre ragioni e trovare metodi alternativi per difendere i vostri diritti. Se invece riconoscete che il più delle volte vi arrabbiate per motivi banali, diventa necessario imparare a non farsi trascinare.
3) Calcolate il rapporto costi-benefici che può avere una litigata: di solito sono molto squilibrati a favore dei costi. E si traducono in problemi sul lavoro e in famiglia, danni d’immagine, perdita di rapporti importanti…
4) Quando sentite crescere la voglia di reagire, fermatevi e cercate di rimandare il più possibile la reazione: basta per esempio uscire dalla stanza o prendere tempo con l’interlocutore prima di replicargli.
5) Tecniche di rilassamento come il training autogeno o la meditazione sono utilissime. Lo stress è un fattore di rischio per gli attacchi di rabbia, qualsiasi pratica diretta a limitarlo non può che sortire effetti positivi.
6) Molte delle persone che perdono le staffe spesso e volentieri, soffrono di un senso di frustrazione latente e continuo. Può dipendere da traumi passati o da un’insoddisfazione presente. Rendersene conto e cercare di rimediare può rivelarsi molto utile.
7) Reprimere completamente l’ira non solo serve a poco, ma può risultare controproducente: si rischiano problemi psicosomatici. Tra il cedere alla rabbia e subire passivamente qualcosa che proprio non vi va giù, c’è una via intermedia: provate a capire se esiste una soluzione più funzionale di una scenata sterile e improduttiva.
lacrime di rabbia, scendono lungo il viso..
il viso rimane come impietrito, impassibile..
come se non stesse accadendo nulla,
le lacrime proseguono la loro devastante corsa..
le lasci scorrere, non le asciughi nemmeno..
perché sai che c' è ne saranno delle altre che non si fermeranno,
nonostante tu sia stanca di farti del male,
lasciandole cadere fino a che si asciughino da sole diventando parte..
di questo viso di pietra..
Il rancore continuo, la rabbia e l’ostilità verso il prossimo possono rendere più esposti alle malattie fisiche.
La scoperta si deve a uno studio condotto da alcuni ricercatori della Concordia University di Montreal, in Canada. “Il rancore può provocare sentimenti globali di rabbia e ostilità che, se abbastanza forti, possono incidere sulla salute fisica di una persona”, ha spiegato Carsten Wrosch, professore presso il Dipartimento di Psicologia e membro del Centre for Research in Human Development.Il rancore nutrito per lungo tempo può influenzare il metabolismo, la risposta immunitaria e la funzione di diversi organi.
7 modi per evitare di arrabbiarsi
1) Non giustificatevi dicendo che “è colpa del mio caratteraccio”, come se fosse qualcosa che non si può governare. Succede a tutti di provare il sentimento dell’ira e quasi sempre è possibile dominarsi.
2) Provate a riflettere sui fattori che di solito vi portano a “scattare”. Sono davvero così giustificati? Provate piuttosto a gestire le provocazioni, a comunicare meglio le vostre ragioni e trovare metodi alternativi per difendere i vostri diritti. Se invece riconoscete che il più delle volte vi arrabbiate per motivi banali, diventa necessario imparare a non farsi trascinare.
3) Calcolate il rapporto costi-benefici che può avere una litigata: di solito sono molto squilibrati a favore dei costi. E si traducono in problemi sul lavoro e in famiglia, danni d’immagine, perdita di rapporti importanti…
4) Quando sentite crescere la voglia di reagire, fermatevi e cercate di rimandare il più possibile la reazione: basta per esempio uscire dalla stanza o prendere tempo con l’interlocutore prima di replicargli.
5) Tecniche di rilassamento come il training autogeno o la meditazione sono utilissime. Lo stress è un fattore di rischio per gli attacchi di rabbia, qualsiasi pratica diretta a limitarlo non può che sortire effetti positivi.
6) Molte delle persone che perdono le staffe spesso e volentieri, soffrono di un senso di frustrazione latente e continuo. Può dipendere da traumi passati o da un’insoddisfazione presente. Rendersene conto e cercare di rimediare può rivelarsi molto utile.
7) Reprimere completamente l’ira non solo serve a poco, ma può risultare controproducente: si rischiano problemi psicosomatici. Tra il cedere alla rabbia e subire passivamente qualcosa che proprio non vi va giù, c’è una via intermedia: provate a capire se esiste una soluzione più funzionale di una scenata sterile e improduttiva.
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