sabato 12 maggio 2012

La mamma

Un augurio a tutte le mamme dal gruppo explorer e un grazie di tutto cuore a quelle madri che riescono a trasformare ogni giorno dei loro figli in un momento di festa, di gioia e di amore come magistralmente ci racconta la poetessa Alda Merini...

"...ripenso con nostalgia a quei Natali solenni, quando la mamma faceva enormi presepi, metteva le figurine dei pastori e i laghetti di specchio. Ci facevano trovare il carbone, alle volte, ma eravamo contenti lo stesso: poi, dietro il carbone, c'erano sempre tre caramelle. Però era arrivato Gesù, era questo che importava, vedere che sulla paglia del presepe qualcuno aveva deposto il bambino. E si pregava, si pregava insieme davanti a quella statuina, ignorando che il piede lieve della mamma era andato lì di notte per deporlo... Allora ignoravamo tutto della vita, anche il mistero della nascita, un evento che per noi cadeva dal cielo. La Madonna non appariva sorpresa, neanche San Giuseppe, e noi piccoli eravamo in un regno di favola bello che abbiamo perduto. Ci dimenticavamo dei doni e stavamo piuttosto a guardare quel bambino appena nato domandandoci se aveva freddo, ma la mamma ci diceva che aveva l'amore della Madre... Ecco, forse anche in tarda età chi mi scalda ancora nelle notti di solitudine è l'amore della mamma, che io amavo tanto e che credevo che, come Maria, non sarebbe mai morta.

Sì, si può morire d'amore per un uomo, ma quello che mi fece impazzire, forse, fu quella porta chiusa di mia madre dolcissima, che io credevo eterna, come tutti i figli.
E mi sono resa conto, a un tratto, che non avevo mai ascoltato i suoi lamenti tanto ero giovane. Ma quanto si paga la giovinezza! Anch'io, come le mie figlie, quando andavo a casa sua le portavo via gli oggetti più preziosi perché... nella mia casa sarebbero stati bene, e una madre si fa sempre derubare. A lungo andare morì, senza chiedere mai niente, ma era così felice della nostra gioia che forse non morì veramente mai. L'abbiamo derubata, ma soprattutto - e sembra un eufemismo - avremmo voluto (che Dio mi perdoni) portarle via quegli occhi, così verdi, così dolci, così innamorati di noi. Sono passati decenni da quei Natali e ancora cerco l'odore dei mandarini o del bollito, che si mangiava solo quel giorno. Erano i nostri doni. Oggi invece si tende a saltare il Natale, si va direttamente all'arrivo dei Magi, ai doni, la nascita quasi non esiste più, forse perché le nostre donne non sanno essere madri. E i bambini, tra televisione e futili regali, sono i più grandi emarginati del nostro tempo: abbiamo rubato loro l'infanzia e la religiosità della vita.
Mi si chiede cosa vorrei trovare questa notte sotto il presepe: la mia Barbara, la mia Flavia, le mie figlie che mi furono tolte quando una maestra, assistente sociale, trovando che la casa non era ordinata me le portò via. Sono sempre stata una disordinata perenne, ma avevo quattro bambine felici alle quali suonavo le "nenie" di Natale. Andando in solaio ho trovato le mie vecchie famose poesie tutte imbrattate delle loro figurine: giocavano con le mie grandi poesie! Io non ho pianto su queste, ma su quelle figurine sì. Loro non sapevano cosa vuol dire genio, conoscevano solo due parole: mamma e bambino. Il mio presepe privato."

sabato 31 marzo 2012

Buona rinascita

Il gruppo Explore augura a tutti i lettori felice Pasqua e la riscoperta della bellezza della vita e del creato in ogni momento della giornata. Buona rinascita

sabato 3 marzo 2012

LE BUONE MANIERE

Ci piacciono le buone maniere come ci piace una bella giornata di sole, il suono delle campane in festa, un bel prato fiorito, un volto sorridente, il gelato al cioccolato e così via.
Non ci interessano le false buone maniere che cercano in modo artificioso ed opportunistico di sedurre e manipolare gli altri, ma optiamo per un modo genuino e cordiale di proporci e relazionarci.
Una parola gentile, un saluto cordiale, una parola d’incoraggiamento, un’ offerta di aiuto, attendere il proprio turno, ringraziare ecc… non sono una forma di sottomissione ma un’ assunzione di responsabilità, un modo per manifestare il proprio rispetto per gli altri e la vita.
Il parlamentare inglese Edmund Burke nel 1796 scriveva: “Le buone maniere sono più importanti delle leggi. Su di loro, in gran parte, si basano le leggi. Noi veniamo a contatto con la legge qua e là, di tanto in tanto. Sono le cattive maniere o le buone maniere che ci irritano o ci calmano, ci corrompono o ci purificano, ci esaltano o ci avviliscono, ci imbarazzano o ci raffinano, con un’azione costante, regolare, uniforme, impercettibile come l’aria che respiriamo. Danno forme e colore alle nostre vite. E a seconda della loro natura, sostengono la moralità, la procurano, o la distruggono completamente”.


sabato 14 gennaio 2012

L'OTTIMISMO

L’ottimismo abbassa il pericolo di soffrire di un ictus, contribuisce a prevenire le malattie cardiache e allunga la vita. Questa è la conclusione a cui è arrivato uno studio dell’ Università del Michigan (USA) pubblicato da una rivista scientifica “Stroke: Journal of the American Heart Association”.
Alle stesse conclusioni è arrivata una ricerca della Columbia University di New York (Usa) pubblicato dalla rivista scientifica “European Hearth Journal”. Ci sono diverse possibili spiegazioni per questo fenomeno: per prima cosa chi ha un atteggiamento positivo ha periodi più lunghi di relax. Inoltre gli ottimisti recuperano prima dalle forti condizioni di stress e sono meno inclini a riviverle.
Le donne ottimiste vivono più a lungo di quelle pessimiste. Vedere il bicchiere mezzo pieno, infatti, apporterebbe dei benefici per la salute. Lo hanno scoperto i ricercatori dell'università di Pittsburgh (Usa), che hanno pubblicato il loro studio sulla rivista scientifica “Circulation”.
Un’altra ricerca ha studiato il rapporto tra pessimismo e cancro al seno arrivando alla conclusione che una visione positiva della vita potrebbe aiutare le donne a ridurre del 25% il rischio di ammalarsi di cancro al seno. A sostenerlo, un gruppo di ricercatori dell'Università di Negev in uno studio pubblicato sulla rivista "Bmc Cancer".

Chi è già ottimista ha dunque un motivo in più per esserlo a chi non lo è proponiamo la seguente simpatica ricetta che abbiamo trovato sul web (Nothing is Impossible blog)


RICETTA DELLA VITA

Accettatevi così come siete.
Eliminate la scorza di egoismo.
Scartate i semi dei cattivi pensieri che si annidano in voi.
Togliete tutti i pregiudizi e le preoccupazioni
Aggiungete poi la convinzione profonda che la vita vale la pena di essere vissuta
Mescolate bene facendo attenzione che non si formino i grumi della stanchezza e della noia
Condite con un pizzico di umorismo e di ottimismo
Zuccherate con abbondante amore
Poi aggiungete un proposito:
quello di fare del vostro meglio ad ogni ora del giorno, qualunque cosa accada
Lasciate cuocere a fuoco lento per almeno 100 anni
Mettete per contorno sorrisi e parole amabili
Servite con dolcezza e coraggio
Vedrete che effetto!
Ottimo da gustare con gli amici
e da degustare accompagnato da un bicchiere mezzo pieno ♥



By Gruppo Explorer